Il 10 giugno 1919 Padova inaugurò la prima Fiera dei Campioni, nata per riavviare gli scambi commerciali dopo la Grande Guerra. Il quartiere permanente arrivò nel 1921, in via Niccolò Tommaseo. Fiera Campionaria è il nome della manifestazione; Fiera di Padova e PadovaFiere indicano invece il complesso espositivo. Oggi la gestione del quartiere è affidata a Padova Hall S.p.A., che comprende anche il polo congressuale Padova Congress.

Le radici: i mercati di Prato della Valle

A Padova i commerci si tenevano in piazza molto prima della Campionaria. A Prato della Valle si tenevano mercati del bestiame e appuntamenti legati a San Prosdocimo e Santa Giustina; presso la Basilica di Sant’Antonio si svolgeva la Fiera del Santo. Nel 1775 Andrea Memmo promosse la sistemazione della piazza, affidandone il progetto a Domenico Cerato. Quell'antica tradizione commerciale offrì uno scenario conosciuto ai promotori della Campionaria, che però immaginarono un evento di scala ben più ampia.

1919: nasce la Fiera dei Campioni

Nel 1919 gli imprenditori padovani cercavano clienti oltre il mercato locale. Ettore Da Molin, segretario della Camera di Commercio di Padova, propose una rassegna ispirata alle esperienze di Lione, Lipsia e Parigi. Il presidente camerale Vittorio Fiorazzo guidò il comitato promotore, sostenuto da banche, istituzioni e imprenditori. Per le imprese del Veneto e del Nord-Est la fiera offriva un'occasione concreta: esporre le merci, incontrare compratori e raccogliere ordinativi.

La prima edizione si svolse dal 10 al 30 giugno 1919 in tre luoghi della città: il Foro Boario di Prato della Valle, il Palazzo della Ragione e la Scuola Pietro Selvatico. Parteciparono 642 espositori e arrivarono circa 170.000 visitatori; fra gli ospiti figurò Vittorio Emanuele III. Accanto ai prodotti industriali comparvero novità di consumo: i Fratelli Barbieri presentarono l'Aperol, destinato a legarsi allo Spritz veneto.

Ricostruzione visiva della Fiera Campionaria padovana del 1919, con visitatori e banchi espositivi.
La Campionaria del 1919 richiamò espositori e visitatori in diversi luoghi della città. Ricostruzione visiva, non fotografia d’archivio.

1920–1921: dalla manifestazione alla sede stabile

Il 25 febbraio 1920 fu costituita la Società Anonima Fiera di Padova e Magazzini Generali. La seconda Campionaria accolse 1.025 espositori, di cui 256 stranieri. Non c'erano solo trattative commerciali: durante la manifestazione Arturo Toscanini diresse un concerto al Palazzo della Ragione.

Nel 1921 la terza edizione si trasferì nei nuovi padiglioni di via Niccolò Tommaseo, vicino alla stazione ferroviaria. L'area del primo insediamento misurava circa 160.000 m². È il dato riferito alla sede degli anni Venti, non alla superficie attuale: ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni hanno cambiato il quartiere.

Ricostruzione illustrativa di padiglioni fieristici italiani del primo Novecento.
Nel 1921 la Fiera trovò una sede permanente in via Niccolò Tommaseo. Ricostruzione illustrativa, non immagine storica del quartiere.

Architettura, guerra e ricostruzione

Negli anni Venti e Trenta la Fiera ampliò edifici e attività. Nel 1934 l'architetto Giuseppe Tombola progettò un ingresso monumentale razionalista. Il quartiere comparve anche nel film Fiera di tipi di Antonio Leonviola. Con la Seconda guerra mondiale arrivarono danni alle strutture e una lunga interruzione delle esposizioni.

La Campionaria tornò nel 1947, durante l'amministrazione del sindaco Cesare Crescente. Un decreto del 31 luglio autorizzò la Fiera internazionale dei campioni dal 27 settembre al 12 ottobre. Il dopoguerra portò nuovi edifici; nel 1951 fu inaugurato il Palazzo delle Nazioni, in seguito sostituito da Padova Congress.

Dal boom economico alle fiere specializzate

Salone espositivo contemporaneo con visitatori tra gli stand di una manifestazione commerciale.
Dalla Campionaria generalista alle fiere specializzate: l’evoluzione delle attività espositive.

Tra gli anni Cinquanta e Settanta l'industria veneta crebbe e cambiò anche il pubblico della Fiera. Alla Campionaria multisettoriale si affiancarono incontri professionali B2B e rassegne nella formula mostra-convegno. Macchinari, trasporti, imballaggio e nuove tecnologie richiedevano appuntamenti specifici; fra gli esempi figuravano le Mostre del Freddo.

Negli anni Ottanta e Novanta arrivarono altri settori: arte, arredamento, collezionismo e tempo libero. Auto e Moto d’Epoca mantenne a lungo un forte legame con Padova, ma dal 2023 si svolge a Bologna. Il calendario storico del quartiere comprende anche ArtePadova, Tuttinfiera, Casa su Misura e Flormart; più recentemente vi sono state iniziative come ExpoScuola, Green Logistics Expo e IMPACT. Il luogo di svolgimento va verificato per ogni edizione.

Come si è trasformato il quartiere fieristico

Nel 1998 Franco Stella e Walter A. Noebel vinsero il concorso per il riordino del quartiere. Tra il 2000 e il 2002 furono realizzati i padiglioni 7 e 8. Portici, piazze, percorsi coperti e aree verdi collegarono edifici costruiti in epoche diverse; fra i collegamenti interni si distingue il Giardino Italia.

Secondo Padova Hall, il quartiere copre oggi 155.000 m², dei quali 60.500 m² coperti. I padiglioni sono undici: 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 78, 11, 14 e 15. Le cifre riguardano il complesso nel suo insieme, non la superficie utilizzata da ogni singola manifestazione.

Dal periodo GL events al ritorno della gestione pubblica

Nel 2005 il gruppo francese GL events assunse il controllo dell'operatore fieristico. Seguirono altri passaggi societari, che coinvolsero anche GEO S.p.A. e Fiera di Padova Immobiliare S.p.A.. Il 18 giugno 2019 fu formalizzato il ritorno della gestione nell'orbita pubblica, con il Comune di Padova, la Provincia di Padova e la Camera di Commercio di Padova.

Nello stesso anno, dal 31 maggio al 9 giugno, si tenne la centesima Campionaria, con iniziative dedicate alle origini della Fiera. La pandemia fermò la manifestazione nel 2020 e ne condizionò le edizioni successive. Parlare di una storia ultracentenaria è corretto; parlare di attività senza interruzioni non lo è, anche per la pausa della Seconda guerra mondiale.

Padova Congress: il 2022 e il nuovo ruolo della Fiera

Auditorium congressuale contemporaneo con pubblico, palco e rivestimenti in legno.
La vocazione congressuale si affianca alle esposizioni nel quartiere di Padova. Immagine illustrativa.

Il 7 aprile 2022 fu inaugurato Padova Congress, progettato da Kengo Kuma con lo studio Kengo Kuma & Associates nell'area dell'ex Palazzo delle Nazioni. La nuova architettura impiega grandi schermature verticali in legno: evocano i portici di Padova e l'engawa giapponese, lo spazio di passaggio tra dentro e fuori. Nel portale sono state recuperate formelle legate a Luigi Strazzabosco e Amleto Sartori. Kuma ha richiamato anche la struttura lignea del Palazzo della Ragione.

Il centro dispone della Sala Giotto, della Sala Mantegna, della Sala Galileo e di altri ambienti modulari, oltre a sala stampa e ristoro. All'inaugurazione fu indicata una capienza complessiva fino a 3.334 persone; i posti effettivi dipendono dalle sale e dall'allestimento. Il nuovo centro congressi integra il quartiere fieristico, senza sostituire i padiglioni.

Il quartiere fieristico oggi

In via Niccolò Tommaseo 59, a breve distanza dalla Stazione di Padova, convivono oggi la Campionaria, le fiere specializzate e le attività congressuali. Padova Hall S.p.A., partecipata da Comune, Provincia e Camera di Commercio, collabora con l'Università degli Studi di Padova e il nuovo polo di Ingegneria a un progetto di rigenerazione urbana. Il progetto prevede spazi per imprese e ricerca accanto alle attività fieristiche.

Il quartiere conserva l'indirizzo della sede inaugurata nel 1921, non tutti i suoi edifici originari: alcuni furono ricostruiti, altri aggiunti in seguito. Prima di visitare la Campionaria, una mostra di settore o un evento a Padova Congress, è utile controllare il calendario e l'ingresso indicato dall'organizzatore. I percorsi e le sale possono cambiare da una manifestazione all'altra.